Passando per il Monte Focalone 2676m e la Cima Pomilio 2656m

Il Monte Sant’Angelo ed il Monte Rotondo sono 2 giganti della Majella che meritano un’escursione ad essi dedicata. Si trovano nella ‘zona alta’ della Majella a poca distanza dal vicino e ben conosciuto Monte Amaro. La salita su queste 2 bellissime cime regala panorami inediti sul resto del massiccio ed un po’su tutto l’Abruzzo, in particolare dalla vetta del Monte Rotondo!

Prima di raccontarvi la mia escursione su queste cime, vi lascio come sempre una tabella riassuntiva di tutte le info utili 😉 E vi lascio anche il link al video che ho realizzato di questa salita, lo trovate qui su Youtube!

Nome ViaVia Normale Monte Focalone 2676m, Cima Pomilio 2656m, Monte Sant’Angelo 2669m e Monte Rotondo 2658m
(Parco Nazionale della Majella)
PartenzaRifugio Bruno Pomilio 1890m
ArrivoMonte Rotondo 2658m
Dislivello Totale salita1490m circa
Distanza A/R21 Km
DifficoltàEE (Tratti esposti e semplici passaggi su roccia sotto la vetta del Sant’Angelo)
Periodo consigliatoDa giugno a ottobre/novembre. Comunque in assenza di neve, quindi la finestra temporale può variare in base a quando termina di sciogliersi la neve in estate e quando compare nuovamente in autunno.
NOTEAnche a fine settembre/ottobre in assenza di neve potrebbero esserci comunque dei lastroni di ghiaccio a quota 2350m/2400m perchè l’acqua che sgorga da una fonte a quota 2385m e dalla roccia lì vicino scende lungo il sentiero di giorno e ghiaccia di notte quando le giornate si fan più fredde. In tal caso prestare la massima attenzione.
Traccia GPS
NOTA: La traccia potrebbe non essere esatta, si raccomanda sempre la massima valutazione del sentiero una volta in loco e l’osservanza della segnaletica CAI
https://www.discoverappennino.com/wp-content/uploads/2025/07/MONTE-ROTONDO-E-SANTANGELO.gpx

La salita che vi racconto oggi l’ho effettuata in solitaria il 31 ottobre 2024. La neve sulla nostra cara Majella tardava a farsi vedere e così decisi di approfittare di una finestra di bel tempo per fare un’ultima bella e lunga cavalcata sulle cime della Majella prima dell’arrivo della prima neve.

Partii di buon mattino dal Rifugio Bruno Pomilio 1890m; le giornate si facevano più brevi e, visto il lungo giro che mi attendeva, una partenza il mattino presto mi avrebbe garantito le giuste ore di luce, così alle 7:00 ero già in cammino!

Mi incamminai lungo la strada asfaltata che attraversa prima tutte le antenne radio poste in zona, per poi allontanarsi sempre più dalla civiltà puntando alle alte cime della Majella. In totale sono circa 2.5Km di sentiero asfaltato percorribile solo a piedi, prima di raggiungere il piazzale del Blockhaus dove c’è anche un altare votivo alla madonna delle nevi. Già lungo questo tratto i panorami sono davvero magnifici: tutto il gruppo della Majella si sviluppa davanti i nostri occhi da sud a nord con molte delle sue cime principali ben visibili!

Arrivato al piazzale del Blockhaus ho preso il sentiero che aggira sulla destra la Cima Blockhaus 2140m, tagliando a mezza costa il fitto bosco di pini mughi, dapprima leggermente in discesa e poi in salita graduale ma costante, fino ad arrivare in cresta dopo aver totalmente aggirato la cima in questione. (Chi vuole può benissimo salirla, sulla sommità ci sono i resti di un vecchio fortino realizzato da un gruppo di mercenari austriaci assoldati poco dopo l’Unità d’Italia per combattere il fenomeno del brigantaggio, assai diffuso in Majella e tra i paesi alle sue pendici. I briganti erano soliti scappare e rifugiarsi nelle ‘alte terre della Majella’ per fuggire dai gendarmi. Sulla vetta c’è anche una croce di vetta metallica).

Da qui, si prosegue lungo il sentiero che si mantiene sempre molto vicino alla cresta sempre larga e mai esposta, mentre ci conduce alle pendici delle ‘alte terre’. Bellissimo anche il panorama verso Nord sul Gran Sasso e tutta la Val Pescara! In lontananza si scorgevano addirittura i Monti Gemelli, ovvero il Monte Girella ed il Monte Foltrone situati al confine tra Marche ed Abruzzo!

Continuando lungo il sentiero aggiro sulla sinistra il Monte Cavallo 2171m, mentre gli affacci sulla sinistra sul Vallone delle Tre Grotte sono davvero magnifici. Sempre sulla sinistra si osservano anche le Gobbe di Selvaromana: un costolone ricoperto da vegetazione che si alza dal fondo del Vallone delle Tre Grotte delimitandolo a sud e salendo fino a collegarsi alla cresta che sto percorrendo.

Ma il panorama più bello e mozzafiato di tutti è proprio verso le Murelle, sempre ben visibili durante l’avvicinamento e che sprofondano con le loro pareti rocciose nell’inaccessibile Valle dell’Inferno: una vallata quasi inesplorata e considerata uno dei luoghi più selvaggi della Majella.

Poco dopo aver superato, tagliando a mezza costa, le pendici del Monte Cavallo, si arriva ad un bivio con una piccola deviazione di 2 minuti a piedi che permette di ammirare la cosiddetta ‘Tavola dei briganti’, una zona in cui i briganti tra il 1800 ed il 1900 circa lasciarono incisioni sulle lastre di roccia della zona, firmandosi con i loro nomi ed il luogo di provenienza. Da questo punto, c’è davvero un affaccio mozzafiato su tutta la Valle dell’Orfento, delimitata dalla dorsale del Monte Rapina e del Pescofalcone.

Ripartito, in breve si arriva alla Sella di Acquaviva a quota 2100m, dove è presente una fonte d’acqua, molto utile per bere e rinfrescarsi dopo la strada percorsa. Da questo punto si dirama anche un sentiero ‘attrezzato’ gradato EEA percorribile con le attrezzature da ferrata e alpinismo, che conduce sul fondo dell’Anfiteatro delle Murelle. Io però non prendo questo sentiero, ma proseguo lungo il sentiero del parco per dirigermi al Bivacco Fusco.

Qui comincia la parte più impegnativa della camminata perchè bisogna affrontare il tratto più ripido che con pendenza sostenuta e costante, si fa strada tra i folti pini mughi per risalire le pendici del Monte Focalone per poi deviare verso sinistra in traverso. proprio lungo il traverso, a quota 2385m è presente un’altra fonte nota come Fonte Ghiacciata. Non esiste nome più appropriato perchè già da fine settembre, nelle notti particolarmente fredde, l’acqua che sgorga dalla fonte e cola giù lungo il sentiero si ghiaccia creando delle lastre di ghiaccio da aggirare qualora presenti.

Riprendo il cammino ed in breve copro gli ultimi metri di dislivello che mancavano per raggiungere il bivacco a quota 2455m. L’arrivo davanti all’anfiteatro delle murelle è sempre una vista mozzafiato. Ci si ritrova con in primo piano tutte le pareti rocciose della cresta delle Murelle che culmina con la cima omonima a quota 2596m e poi imponenti, che svettano dietro, le vette dell’Acquaviva 2737m e della sua Anticima 2727m. A chiudere il panorama, il sentiero che conduce verso il Focalone 2676m e alle spalle del Bivacco, tutto il territorio della Provincia di Chieti, fino al Mare Adriatico.

Dopo la solita pausa di dovere al Bivacco, riprendo il cammino, infatti la strada da percorrere è ancora tanta e non voglio attardarmi ulteriormente, così imbocco il sentiero che risale le pendici del Monte Focalone e, dopo un’altro strappo di 200m di dislivello, guadagno la vetta del Focalone! Qui la vista sulla zona alta della Majella è davvero unica! Si vede benissimo il lungo tracciato che si snoda tra varie salite e discese e che porta fino in vetta al Monte Amaro. Io lo percorrerò in parte, ma questa volta non arriverò a toccare la sua croce di vetta perchè ho in mente altre cime altrettanto interessanti.

Inizio a scendere lungo il sentiero attraversando il cosiddetto ‘primo portone’, ovvero una discesa fino alla sella tra il Focalone e la Cima Pomilio, per poi affrontare la successiva salita sulla vetta omonima. Il sentiero si snoda sempre su sfasciumi e qualche lastra di roccia, sempre molto ben evidente e segnalato dal CAI. Arrivo in vetta alla Cima Pomilio a 2656m e osservo il da farsi: sulla mia sinistra si erge il Monte Sant’Angelo 2669m, raggiungibile dopo circa 600m di cresta. Invece, se guardo avanti, scendendo di quota e poi risalendo sulla destra, c’è il Monte Rotondo, l’altra meta di giornata. Decido di salire prima sul Sant’Angelo e lasciarmi per ultimo il Rotondo con anche i migliori panorami sulla Valle dell’Orfento e su tutto il pescarese, fino al teramano e al Gran Sasso!

La cresta del Sant’Angelo inizia comoda ed ampia, salvo poi iniziare a restringersi. Non ho trovato un sentiero ufficiale del CAI, ma solo tracce di sentiero dovute al passaggio di animali ed escursionisti. Aggiro un salto roccioso sulla sinistra e proseguo in cresta puntanto alla mole rocciosa sommitale. Per salire questi ultimi 30m di dislivello, aggirola parete rocciosa lungo una traccia di sentiero sulla destra, facendo attenzione a non scivolare sul terreno sdrucciorevole. Una volta aggirata, salgo superando facili roccette (prestare comunque attenzione), fino a raggiungere la croce metallica che segnala la vetta!

Bellissimo il panorama sul Monte Amaro, sull’Acquaviva e sulla Cima dell’Altare! Dopo una pausa e le solite foto di rito in vetta, ritorno sui miei passi e percorro a ritroso la via di salita, fino a tornare sulla Cima Pomilio.

Da qui, circondato da branchi di camosci tranquilli al pascolo, mi dirigo verso il Monte Rotondo. Inizio a risalire il pendio dapprima molto ampio, cercando la linea di salita più ovvia e meno ripida, fino ad arrivare in cresta. Da qui, un tratto lungo circa 100/150m di cresta più aerea con qualche roccetta, mi porta proprio sulla vetta. Finalmente anche questa è fatta!! Un panorama davvero unico che si merita di essere ammirato con calma durante tutta la pausa pranzo che decido di fare proprio lì in cima. Davvero d’effetto la vista su tutta la Valle dell’Orfento e la pianura pescarese, fino al Mare Adriatico.

Il ritorno lo percorro seguendo lo stesso itinerario dell’andata, arrivando al Rifugio Pomilio al tramonto.


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